Archive for aprile, 2009
IdV + AAP: un progetto di sinergia politica
[Comunicato stampa] L’Italia dei Valori candida Lorella Vezza nella lista del Nord Ovest
Giovedì 16 aprile, alle ore 21, il senatore Leoluca Orlando presenterà la prossima candidata nella lista del nord ovest dell’Italia dei Valori: Lorella Vezza, di Antey-Saint-André.
L’incontro, aperto al pubblico, avverrà nella sala del Caffé Nazionale ad Aosta, in piazza Chanoux 92.
Come anticipato dal presidente Antonio Di Pietro, durante la conferenza stampa all’Hostellerie du Cheval Blanc dello scorso 26 marzo, anche la Valle d’Aosta, come tutte le altre regioni d’Italia, avrà una candidata nelle liste dell’Italia dei Valori.
Si profila dunque, in Valle d’Aosta, uno scenario politico che vede due liste, quella dell’IdV e quella del Galletto (al tempo stesso autonome, ma apparentate) che parallelamente contrappongono i valori legalitari, autonomisti e progressisti alle due liste, del PDL e dell’Union Valdôtaine, unite solo dall’opportunismo politico.
Il PDL, infatti, mira da una parte a mettere una bandierina azzurra (sempre di conforto per lo scenario nazionale) sulla Valle d’Aosta grazie ai voti dell’UV, e magari ad entrare nel governo regionale. L’UV svolta a destra seguendo il trend politico del momento o forse quello, sempre meno celato, del suo direttivo.
Rimane fuori il Partito Democratico che, perseguendo la vecchia linea della Gauche Valdôtaine più o meno con gli stessi scopi del PDL (ma con la bandierina rossa), ha intrapreso una strada, quella di cercare l’intesa con l’UV, a fondo cieco.
Una strada che non ha mai portato ad una reale alternativa nello scenario politico valdostano e che continua a dimostrarsi fallimentare.
Dal 16 aprile partirà dunque ufficialmente la campagna elettorale di Lorella Vezza, che vedrà la valdostana impegnata in una serie di incontri in tutto il Nord Ovest.
Sul sito dell’Italia dei Valori è già presente la presentazione scritta della candidata.
In questi giorni sarà sviluppato un sito e un primo intervento filmato sul blog di Antonio Di Pietro.
Lorenzo Piccinno
L’insostenibile nullità del proprio volere
La legge del Testamento Biologico licenziata al Senato (deve ancora essere discussa alla Camera) calpesta la volontà dei cittadini italiani e la loro libertà di decidere cosa fare del proprio corpo in caso di coma.
Ne è, infatti, venuta fuori una legge che non permetterà al paziente di chiedere la sospensione della nutrizione e idratazione in nessun caso.
Inizialmente, il primo comma dell’articolo 4, per una modifica in commissione voluta dalla maggioranza di centro-destra, stabiliva che le dichiarazioni anticipate di trattamento (in parole povere il testamento) «non sono obbligatorie, ma sono vincolanti».
Poi è arrivato l’emendamento del senatore Fosson (Udc-Svp-Autonomie): questo emendamento, in seguito approvato in aula, ha soppresso le parole «ma sono vincolanti».
Cosa vuol dire?
Vuol dire che il testamento, che avrà la durata di tre anni, non sarà vincolante per i medici, che potranno quindi ignorarlo.
Questo “regalo” del senatore valdostano Fosson si aggiunge al fatto, già enunciato sopra, di non poter in nessun modo rinunciare a idratazione e nutrizione forzata.
Ecco quindi venir fuori un testamento totalmente inutile.
Questa legge, “fortunatamente”, violerebbe alcuni principi della nostra Costituzione, motivo per cui potrebbe molto probabilmente finire al vaglio della corte costituzionale.
La protesta dei Senatori dell’Italia dei valori, con cartelli con la scritta «testamento ideologico», «testamento bio-illogico», «referendum» è stata molto forte. Il capogruppo al senato Felice Belisario ha spiegato, in modo chiaro e conciso: «si sta approvando una bruttissima legge, che imbroglia gli italiani».
Imbroglia gli italiani perché li illude di poter scegliere di morire con dignità ed invece non lo potranno fare, perché l’ultima parola spetterà sempre al medico.
Quanta interferenza della Chiesa vi sia stata in questa decisione non è facile determinarlo, ma sicuramente il pensiero cattolico ha pesato come un macigno.
In uno Stato che si definisce laico i pensieri religiosi non dovrebbero incidere così pesantemente nella vita legislativa. Duole constatare che evidentemente non è così. Vi è inoltre, credo, un altro aspetto che ha pesato fortemente che è quello economico.
E’ evidente che l’indotto che questi malati in fase terminale creano non siano irrilevanti. .
Se la Camera confermerà questo testo di legge rimane solo la soluzione proposta dall’Italia dei Valori di impugnare la legge con un referendum abrogativo.
Lorella Vezza
Lettera a La Stampa - L’auto “blu” di Di Pietro ad Aosta
Segue la lettera, pubblicata su La Stampa di oggi, in risposta ai quesiti di due lettori.
Legittimo e sano che i cittadini si pongano delle questioni sulla classe politica del loro paese. Vogliamo qui rispondere alle lettere di due lettori de La Stampa - Valle d’Aosta.
Cominciamo dal signor Derriard che aveva chiesto delucidazioni sull’auto impiegata dal presidente Di Pietro per la sua visita in Valle d’Aosta.
L’auto è di proprietà del consigliere regionale del Piemonte Andrea Buquicchio. Il contrassegno, presente sul parabbrezza, è atto a segnalare che l’auto è di proprietà del consigliere regionale. Intendiamoci, serve per la ZTL: molti uffici della regione piemonte a Torino sono nella ZTL. Nessuna pubblica “auto blu” quindi, ma una privata auto di colore blu.
Per quel che riguarda la questione posta dal signor Ferriani sull’indagine a Luigi De Magistris siamo felicissimi di poter rispondere.
La risposta più esaustiva possibile viene da un giornalista: Marco Travaglio. Consigliamo di consultare in rete il Passaparola intitolato “Colpevoli per non aver commesso il fatto” del 23 marzo 2009. Precisamente il sottocapitolo “come con Genchi e De Magistris” (più o meno a metà nel video, ma guardarlo tutto non fa male). La questione infatti è troppo lunga da sbobinare in una lettera alla stampa, ma offriamo di seguito un saliente virgolettato. <<Attenzione, siamo seri: se io volessi impedire a chicchessia di essere candidato, presenterei denunce in tutte le procure d’Italia nei confronti di tutti quelli che so che vogliono candidarsi. Nove su dieci, chi viene denunciato viene iscritto come atto dovuto nel registro degli indagati e quindi potrei dire “quello è indagato, non si deve candidare”. Nessuno di noi ha mai sostenuto una sciocchezza del genere, abbiamo sostenuto che se ci sono dei rinvii a giudizio, delle condanne, sarebbe bene farsi da parte; se ci sono delle condanne definitive sarebbe bene che ci fosse una legge che impedisce la candidatura; se uno è indagato bisogna andare a vedere per che cosa lo è>>
Augurandoci che sia sempre tenuta alta l’attenzione verso la classe politica, magari tutta la classe politica.
Italia dei Valori - Valle d’Aosta
De Magistris al minuto 21

